Antonio Caprarica (Lecce, 1951) si è laureato in Filosofia con Lucio Colletti presso l'Università di Roma La Sapienza . L'attenzione ai problemi economici e sociali guida anche i suoi primi passi nella carriera giornalistica. Ancora giovanissimo è redattore sindacale del settimanale «Mondo Nuovo». Successivamente , da commentatore di politica interna de «l'Unità» , racconterà i passaggi cruciali dell'epoca della solidarietà nazionale e le avvisaglie di crisi della Prima Repubblica, per approdare infine come condirettore a « Paese Sera » . Nel 1988 il passaggio dalla carta stampata alla tv. Entra in RAI, a occuparsi di politica estera. Tra l'88 e il '93 è prima inviato, poi corrispondente stabile del Tg1 dal Medio Oriente , con base al Cairo e a Gerusalemme.
Da lì copre gli avvenimenti lungo tutto l'arco di crisi mediorientale. E' in Afghanistan , unico inviato italiano ammesso sul primo convoglio di carri armati sovietici che si ritirano sotto l'offensiva incalzante dei mujaheddin. Poi a Baghdad, nell'autunno del '90, per seguire la crisi degli ostaggi occidentali sequestrati da Saddam Hussein. Quando scoppia la prima guerra del Golfo, si trova a Gerusalemme, e da lì racconta notte dopo notte la pioggia degli Scud iracheni sullo Stato d'Israele. Intanto monta la seconda intifada palestinese e tocca a lui la cronaca puntuale dal campo di battaglia, fino agli storici accordi di pace a Camp David tra Rabin e Arafat. Nominato nel '93 capo dell'Ufficio di Corrispondenza RAI da Mosca, suo è per quattro anni il resoconto quotidiano della convulsa transizione post-sovietica sotto la presidenza Eltsin. Intervista il Nobel Solgenitsin al suo ritorno in Russia dopo 20 di esilio. Descrive la nascita del mercato dalle ceneri dell'economia pianificata, e le storture che derivano da corruzione e mancanza di regole. Al suo microfono l'ultimo presidente sovietico, Mikhail Gorbaciov, affida un clamoroso messaggio di stima e ammirazione per papa Giovanni Paolo II. Infine da Grozny, capitale martoriata della Cecenia, è tra i pochi giornalisti occidentali che documentano gli orrori della guerra: incontra Mashkadov, il presidente eletto ( che pochi anni dopo sarà eliminato dai russi con un attentato ), e Bassayev, il capo sanguinario dei guerriglieri islamici (che in seguito si macchierà dell'atroce massacro di Beslan). Dal 1997 al 2006 dirige l'ufficio di Corrispondenza della RAI da Londra.
Dal marzo 2006 dirigela Sede RAI a Parigi. Subito trova i giovani sulle barricate: toccherà a lui fare la cronaca della rivolta degli studenti contro il Contratto di primo impiego, voluto dal premier de Villepin, e cercare di spiegare le ragioni del disagio di una generazione.
Rientra in Italia nel novembre 2006 come Direttore di RadioUno e dei Giornali Radio RAI. Dall'autunno del 2009 è tornato a Londra, dove lavora come editorialista europeo della RAI e Direttore della Sede di Corrispondenza. Collabora con quotidiani e periodici.
Nel 2009 ha pubblicato con Sperling & Kupfer I Granduchi di Soldonia- Eccessi e follie dei multimiliardari globali.
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Colloquia 2010 - II edizione
Evoluzione – Involuzione – Metamorfosi
Venerdì 19 marzo 2010
La relazione di Antonio Caprarica moderata da Attilio Romita